Il metodo comunemente chiamato georadar (noto in campo internazionale con il termine
anglosassone di ground probing radar - GPR), è un sistema di indagine del sottosuolo,
a piccole profondità, basato sulla riflessione delle onde elettromagnetiche con
frequenza compresa tra 10 e 2000 MHz.
Questo metodo, di cui si possono vedere frequentemente usi ed abusi, rappresenta
la vera novità nel campo delle prospezioni geofisiche in archeologia. Se utilizzato
correttamente nelle condizioni ambientali opportune, è effettivamente in grado di
mostrare la stratigrafia della parte di terreno investigato. Il georadar, una volta
valutate le caratteristiche elettriche del mezzo attraversato dall'impulso elettromagnetico
è in grado di "vedere" la forma dell'oggetto, il suo spessore e valutare la profondità
alla quale esso si trova, con una precisione e attendibilità generalmente maggiore
di quella di altri metodi.
Il metodo è relativamente giovane (circa 25 anni) e fornisce i migliori risultati
quando viene impiegato in terreni a bassa attenuazione, caratterizzati da un bassa
conduttività elettrica, come sabbia, roccia, ghiaccio, ecc. E' molto meno efficace
quando opera in mezzi ad alta attenuazione come argilla e limi saturi, acqua con
alta concentrazione di sali.
Operativamente consiste nell'invio nel terreno di impulsi elettromagnetici ad alta
frequenza (radio frequenze) e nella misura del tempo impiegato dal segnale a ritornare
al ricevitore dopo essere stato riflesso da eventuali discontinuità intercettate
durante il suo percorso. Tali riflessioni sono causate in generale dal cambiamento
delle proprietà elettriche del sottosuolo, dalla variazione del contenuto d'acqua,
da cambiamenti litostratigrafici. In particolare, nel caso della prospezione per
scopi archeologici, le riflessioni possono essere prodotte da strutture, da vuoti
presenti nel terreno (ipogei, cunicoli, ecc.), da elementi metallici e superfici
di contatto tra strati differenti.
Il sistema Georadar è costituito da un'unità centrale che genera il segnale e da
un'antenna che lo trasmette e lo riceve. La visualizzazione dei tracciati avviene
attraverso uno schermo del computer che fa parte dell'unità centrale oppure con
una stampante ad esso collegata.